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De Marchi Gas festeggia i primi ottant’anni

Dalla bottiglia “fortunata” al gas per l’industria: una storia di famiglia e territorio

Quando un sacerdote regalò ad Armido De Marchi una bottiglia dal collo lungo, nel pieno dell’orrore della guerra, nessuno poteva immaginare che lì dentro ci fosse il simbolo di un destino: la promessa che, per lui e per la sua famiglia, la vita avrebbe continuato a scegliere la strada della fortuna e del lavoro buono. Da quella bottiglia – rimasta chiusa fino alla pace – nasce idealmente una storia che oggi compie ottant’anni, intrecciata alle vicende di Conegliano e della sua gente.

Finita la guerra, nel gennaio 1946, Armido firma l’affitto di un seminterrato in viale Spellanzon: è il primo documento dell’“Officina meccanica di Armido De Marchi”. Pochi mezzi, tanto talento con i motori, e una parola data che vale quanto un contratto. Lì si aggiustano pezzi, si costruiscono componenti, si rimettono in moto macchine e speranze. È un’Italia che riparte dai cortili e dalle cantine, e quell’officina diventa subito un punto di riferimento per artigiani, piccole aziende, contadini.

Accanto ad Armido c’è Estana, donna concreta e lucidissima: in officina tiene i conti, organizza le commesse, governa il bilancio con una memoria di ferro e una macchina da scrivere che non perdona errori. Lui pensa alle soluzioni tecniche, lei mette ordine nei numeri: è la prima alleanza vincente in una storia che resterà sempre familiare e territoriale. In quegli anni un tornio SAFOP di Pordenone – una macchina rara in zona – permette lavorazioni complesse e dà una svolta all’attività.

Negli anni Cinquanta l’azienda cresce, servono braccia nuove. Arrivano ragazzi che cercano un mestiere. In officina non si entra solo come dipendenti, ma come membri di una piccola comunità: soprannomi affettuosi, scherzi da caserma, gavette portate da casa raccontano una cultura del lavoro fatta di fatica, ma anche di appartenenza.

Poi arriva il gas. Le lavorazioni richiedono ossigeno e acetilene, e il rapporto con SIAD – storica azienda bergamasca dei gas industriali – apre una nuova strada. Dopo un viaggio epico a Bergamo, in Lancia Flavia, nasce la rivendita di gas: all’inizio le bombole trovano posto perfino nel pollaio della nonna Emma, vicino alle galline, poi il deposito si allarga man mano che crescono i clienti, dalle officine del coneglianese fino a un’area che va dal Piave al Livenza.

Dagli anni ’70 in poi la De Marchi si specializza nelle saldature di precisione e, contestualmente, centro di distribuzione di gas industriali. Intorno, nel territorio, si sviluppa il tessuto produttivo del Nordest, cambiano le tecnologie di saldatura, entrano i gas per il settore alimentare e vitivinicolo, nascono i refrigeranti per il freddo industriale. L’azienda segue il passo, investe in capannoni, macchinari, automezzi, ma resta ancorata alla sua misura: realtà di dimensioni contenute, rapporto diretto con i clienti, nomi e volti conosciuti uno per uno.

All’inizio degli anni Duemila la grande scommessa. La delocalizzazione toglie lavoro alla meccanica, i grandi gruppi spostano la produzione in Romania, il conto terzi non è più sostenibile. De Marchi sceglie di restare dove è nata: nessuna liala oltreconfine, ma una trasformazione radicale. L’officina chiude, la parte meccanica viene dismessa senza lasciare indietro nessuno: uno per uno, gli operai vengono ricollocati in altre aziende del territorio, grazie a un lavoro porta a porta fatto in prima persona da Giorgio De Marchi. È una decisione dolorosa e, al tempo stesso, un atto di responsabilità verso persone diventate famiglia.

Da lì in avanti, tutto ruota attorno al gas. Con Claudio Sonego – economista prestato all’impresa di famiglia – e la terza generazione De Marchi, l’azienda si concentra su distribuzione, imbottigliamento e nuove nicchie: gas alimentari per vino e birra, ghiaccio secco, gas per palloncini e feste, fino al grande serbatoio di anidride carbonica liquida installato nel 2023. Il “vecchio pollaio” è ormai un laboratorio certificato, con pompe, bilance e strumenti di precisione che lavorano per la filiera agroalimentare e per l’industria.

Gianni e Giorgio, che dagli anni ’80 hanno succeduto il padre Armido, guidano l’ingresso in azienda di Cristiano, laureato a pieni voti in Economia e Gestione delle Imprese, che oramai pienamente inserito in azienda porta metodi e strumenti da impresa moderna, integrandoli però con lo stesso stile dei nonni: un’etica radicata nella tradizione cristiana, che comporta attenzione alla sicurezza, rispetto dei collaboratori, rifiuto di soluzioni facili quando mettono a rischio persone o territorio. Lo dimostrano le tante “no” dette a utilizzi impropri dei gas e la cura maniacale nella formazione dei clienti, anche quando significa rinunciare a una vendita.

Ottant’anni dopo quel contratto di affitto in un seminterrato, De Marchi è una piccola infrastruttura invisibile del territorio: accompagna le produzioni, sostiene le officine, entra nelle cantine, nei laboratori di ricerca con gas rari e costosi, fino alle sagre con l’elio per i palloncini, gioia per i più piccini. Negli ultimi anni è stata ampliata l’offerta, con prodotti ad alta tecnologia nel campo della criopulizia e nell’uso della CO2 in diversi settori industriali ed alimentari. Offre consulenze specialistiche sull’uso dei gas e sugli impianti, fornendo anche i materiali per la distribuzione degli stessi. Cambiano tecnologie, normative, mercati globali, ma resta il filo rosso di una famiglia che ha scelto di crescere senza andarsene, mettendo al centro lavoro, relazioni e una promessa: continuare a dare aria – nel senso più concreto del termine – alle imprese e alle persone che vivono e lavorano qui.

Non possiamo dimenticare la seconda anima della De Marchi, quella artistica. Gianni è un affermato pittore e scultore, ma soprattutto, un innamorato dell’arte e della cultura. Nella galleria d’arte sorta al posto del primo insediamento produttivo, ospita mostre personali e di molti artisti del territorio, promuove presentazioni di libri, piccole opere teatrali e tante altre iniziative che offrono al pubblico una varietà di offerta culturale di qualità.

 

DE MARCHI GAS SRL
Via Manin 198, Conegliano (TV)
www.demarchi1946.it

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Via Manin, 196 A-B – Conegliano (TV)
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tel. 0438 62477
e-mail: info@officinaarte.it

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