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Moto.ri, quando una passione diventa professione

Negli anni Settanta, a Vittorio Veneto, c’erano ragazzi che sapevano riconoscere il rumore di una moto prima ancora di vederla apparire. Bastava ascoltare da lontano quel rombo che arrivava da piazza Salsa e già si capiva che dopo pochi istanti sarebbe passato Minot. A distanza di una manciata di secondi lo si vedeva sfrecciare sulla sua moto da cross lungo la strada sterrata che portava al Castello del Vescovo. Non è detto che entrambe le ruote restassero davvero incollate al terreno. I ragazzini lo guardavano con occhi e bocche spalancate, come si guarda un mito greco: il centauro. Per Mario Minot quella non sarebbe rimasta una passione di gioventù. Sarebbe diventato presto la sua professione.

Da quella passione, appunto, è nata Moto.ri, attività fondata nel 1984, ma preceduta da un apprendistato iniziato già nel 1980. All’epoca il motociclismo aveva ancora qualcosa di artigianale e di selvatico insieme: meno vetrine, meno filtri, più contatto diretto, più polvere sulle mani e più fiducia costruita con il passaparola. Mario Minot, che in quegli anni si dilettava con le mota da trial, enduro e cross, portava dentro di sé la doppia natura di chi conosce il mezzo e di chi ne intuisce il linguaggio più profondo. Prima ancora che un imprenditore, era un appassionato di moto. E questo, nel suo lavoro, si è sempre visto.
Gli inizi non sono stati facili. La prima sede, in via Casoni a Serravalle, dentro Palazzo Galletti, era piccola e poco adatta a un’attività che aveva bisogno di spazio. Mario lavorava soprattutto nelle zone di montagna, spingendosi fino ai confini della provincia di Belluno, tra Sesto, Dobbiaco. Lì la moto era ancora un mezzo necessario, prima che un simbolo. Serviva per muoversi dove molte strade erano ancora sterrate.

In quegli anni i marchi più presenti erano Betamotor, Fantic e Italjet. Il trial e l’enduro/cross stavano prendendo piede e coinvolgendo sempre più appassionati. I modelli delle moto in queste discipline erano sempre più potenti e performanti. Si apriva un mondo e Minot ne faceva parte da protagonista, con l’esperienza di chi non vendeva soltanto motocicli, ma parlava la stessa lingua dei clienti. E questo, in un mestiere come il suo, ha sempre fatto la differenza.

Nel 1998 arriva il passaggio decisivo: la nuova sede di via Dante Alighieri 121, a Vittorio Veneto. Finalmente più spazio, finalmente la possibilità di far crescere davvero officina e vendita. È qui che Moto.ri prende la forma con cui oggi è conosciuta: una realtà capace di affiancare ai mezzi tradizionali una visione più ampia della mobilità, senza perdere il proprio DNA motociclistico. Accanto ai marchi storici dell’off road — TM Moto, Fantic e Beta Motor — si sono aggiunti gli scooter Zontes e Kymco, fino ad arrivare alla mobilità elettrica con Talaria, alle e-bike, ai ciclomotori elettrici, alle minicar e agli ausili alla mobilità.

Questa evoluzione non è un semplice aggiornamento di catalogo. È il segno di un’impresa che ha capito come cambiano i bisogni delle persone. Oggi Moto.ri non si limita a vendere mezzi: accompagna clienti molto diversi tra loro, dal motociclista sportivo a chi cerca una soluzione urbana, fino a chi ha bisogno di un supporto concreto per muoversi con più autonomia. È una visione ampia, ma sempre radicata nella concretezza del servizio.

Il capitolo sportivo, però, resta uno dei più vivi. Negli anni Duemila Moto.ri diventa anche il cuore di un’esperienza collettiva: il motoclub Effettotrial, nato insieme a un gruppo di appassionati. “Erano anni bellissimi”, ricorda Mario Minot, “perché la passione per la moto si trasmetteva davvero di padre in figlio”. Per lungo tempo il gruppo ha partecipato ai campionati FMI in tutto il Triveneto e in diverse zone d’Italia, organizzando anche alcune tappe presso l’area attrezzata per il trial di Nove di Vittorio Veneto. Era un motociclismo fatto di comunità, di famiglie, di weekend passati sui campi di gara, di agonismo e convivialità che stavano insieme senza forzature. “Disponibilità e impegno non mancavano mai”, racconta ancora Minot. “Si viveva la gara come una festa, ma anche come un’occasione di condivisione vera”.

Da quel clima nasce anche il percorso di Carlo Minot, figlio di Mario, che ha raccolto e rilanciato la tradizione di famiglia con risultati di primissimo livello. Quattro volte campione italiano di trial nella categoria junior, Carlo ha poi conquistato nel 2022 il titolo di campione italiano enduro under 23/senior assoluto e campione europeo di enduro under 23, confermandosi come uno dei nomi più solidi e credibili del motociclismo off road italiano. Oggi è protagonista anche nel campionato italiano enduro senior, dove continua a misurarsi con i migliori. Il suo percorso sportivo non è soltanto una sequenza di risultati: è la prova di una continuità rara, in cui il talento personale si intreccia con una cultura familiare fatta di disciplina, lavoro e passione autentica.

Moto.ri, in fondo, è proprio questo: una storia che non ha mai separato il gesto imprenditoriale dalla dimensione umana. Oggi con Mario lavorano il figlio Carlo, la moglie Claudia e due dipendenti. Una squadra piccola, ma con una forte identità. Il rapporto con il cliente resta diretto, la consulenza continua anche dopo l’acquisto, la formazione è parte del metodo di lavoro e i canali digitali servono a spiegare, orientare, accompagnare. Esiste anche un canale WhatsApp dedicato a tutorial e chiarimenti sui prodotti, perché i rapporti, qui, non si interrompono alla cassa.

È questa la cifra più vera di Moto.ri: l’idea che un’impresa artigiana non sia soltanto un luogo dove si compra qualcosa, ma un presidio di fiducia. In tempi in cui tutto sembra misurarsi sul prezzo più basso, Mario Minot continua a difendere il valore del prezzo giusto, quello che include competenza, assistenza, tempi rapidi di intervento e la certezza di non essere lasciati soli dopo l’acquisto. È una posizione semplice, ma tutt’altro che banale. Perché il prezzo si dimentica. La fiducia, no.

 

MOTO.RI di Minot Mario
Via Dante Alighieri, 121 – 31029 Vittorio Veneto (TV)
Mail: info@moto-ri.it
Sito web: www.moto-ri.it

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