Cent’anni e non sentirli
La storia di Maria Cancian, la prima donna al volante di Conegliano che il destino trasformò da casalinga in imprenditrice
C’è una scrivania, in via P.za P.F.Calvi, che ogni giorno aspetta la stessa persona da sessant’anni. E ogni giorno, puntuale, quella persona arriva: saluta i collaboratori, si siede, e comincia la giornata. Non è una dipendente qualunque. È la titolare. Nulla di strano, penserete voi se non fosse che quella donna ha cent’anni.
Si chiama Maria Cancian, per tutti a Conegliano “la signora Caporin“, ed è probabilmente la prima donna della città ad aver preso la patente. Un dettaglio che oggi sembra minuscolo, ma che allora, nell’Italia del dopoguerra, era quasi una provocazione.
La sua storia comincia con un uomo: il marito Guido Caporin, che nell’immediato dopoguerra aprì la prima autoscuola di Conegliano. Erano gli anni in cui sulle strade cittadine iniziavano a sfrecciare la Balilla e poi la Topolino, e un’intera generazione – gli operai che Zoppas e Dal Vera stavano portando dai campi alla fabbrica – dovevano imparare a guidare l’auto dei propri sogni. Le lezioni di teoria, all’epoca, si tenevano nei bar, in quanto non vi erano mezzi di trasporto per recarsi presso la sede dell’autoscuola. Guido girava di locale in locale per le lezioni teoriche, e Maria, come tutte le mogli di allora, restava a casa.
Poi, alla fine degli anni Sessanta, il destino diede una sferzata alla sua vita. Guido si ammalò gravemente e non poté più mandare avanti l’attività. Maria non ci pensò due volte: senza smettere di essere la donna di casa che era sempre stata – da quel ruolo, per le donne di quella generazione, non potevano dimettersi – si mise anche il cappello dell’imprenditrice. La aiutò il fratello Marco, e insieme, tra mille difficoltà, tennero in vita l’autoscuola. Quando Guido morì, agli inizi degli anni Settanta, aveva fatto in tempo a trasmetterle tutto ciò che serviva per poter proseguire.
Da lì, l’azienda è cresciuta, sostenuta da collaboratori che l’hanno affiancata con dedizione. Oggi la gestione è affidata alle figlie Michela e Annarita dove, in sedi con aule informatizzate, si preparano i futuri utenti della strada e si svolgono corsi specializzati per autisti professionali; inoltre con l’ausilio di medici si effettuano visite per il rinnovo delle patenti, un mondo lontanissimo da quello dei bar e delle Balilla.
I computer oggi custodiscono i dati più recenti, ma il vero archivio storico dell’azienda è Maria, che porta nella memoria persone, episodi e dettagli di mezzo secolo fa.
Ma a noi piace pensare che, nei momenti di pausa, mentre i colleghi bevono il caffè, i pensieri di Maria tornino a quella Conegliano in cui lei e Guido sfrecciavano felici e spensierati per le vie della città con la loro Balilla, e lei lo ammirava con lo stesso sorriso che ancora oggi la contraddistingue.